Il 21 novembre 2018 – nella suggestiva cornice delle Artificerie dell’Almagià di Ravenna e davanti a oltre 200 persone tra dipendenti, soci, utenti, volontari, esponenti del Terzo Settore e rappresentanti delle istituzioni – è stato presentato il Bilancio Sociale della Cooperativa sociale San Vitale per il 2017.

«Abbiamo scelto questa modalità di rendicontazione e comunicazione – ha specificato la Presidente Romina Maresi durante i saluti di benvenuto – per mostrare tramite parametri oggettivi quale sia il contributo che la cooperativa ha dato, e continua a dare, alla comunità; un contributo che passa attraverso progetti mirati all’inclusione sociale e lavorativa delle persone che si trovano in condizione di svantaggio nel nostro territorio». Abilitare per includere: questo lo slogan per riassumere sinteticamente l’impegno della cooperativa nella promozione dell’autodeterminazione da parte dei soggetti fragili di cui si occupa e per segnalare la necessità di abbandonare logiche assistenzialistiche che pongono le persone in una posizione passiva, in attesa di sussidi che mai restituiscono dignità e speranza di riorientare il proprio progetto di vita.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Ravenna Michele De Pascale e della direttrice del Distretto ravennate della Ausl Roberta Mazzoni, che ha sottolineato la spinta innovativa dei progetti di San Vitale, la presentazione è entrata nel vivo con una veloce panoramica sui numerosi servizi messi in campo dalla cooperativa, insieme a qualche anticipazione sulle novità in cantiere negli ambiti del turismo e dell’agricoltura sociale.

Il focus del Bilancio Sociale di quest’anno però – come ha ricordato Maresi – è stato principalmente rivolto alla valutazione dell’impatto sociale in ambito psichiatrico, «ovvero un’analisi di come le nostre azioni e i nostri percorsi strutturati abbiano influito positivamente sulle condizioni di vita e di relazione delle persone con problemi di salute mentale e le loro famiglie, coinvolte nei nostri progetti di inserimento lavorativo». All’atto pratico, nel 2017 San Vitale ha dato occupazione a 75 lavoratori svantaggiati, 31 dei quali rientranti nella sfera delle disabilità psichiatriche, impegnati nella conduzione di parcheggi e nella custodia e manutenzione di aree verdi e parchi della città.

Le numerose testimonianze di utenti, lavoratori e familiari hanno confermato la validità del modello di inserimento lavorativo supportato, realizzato dalla Cooperativa in collaborazione col Dipartimento di Salute Mentale.

L’obiettivo di oggi, conclude la Presidente, è quello di ampliare le opportunità di inclusione lavorativa nel nostro territorio, in tutti gli ambiti e settori produttivi, perché le persone con disabilità non possono occupare soltanto spazi residuali della comunità. A partire dalle buone prassi sviluppate dalla cooperazione sociale per contaminare anche le imprese tradizionali. Esito ambizioso ma più che mai necessario, che coinvolgerà San Vitale anche in un progetto di ricerca con il Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna. Mettere al centro la persona e non la malattia significa restituire dignità e cittadinanza a tutti, nessuno escluso ed implica la necessità di unire l’impegno e le risorse di tutti i soggetti, pubblici e privati, in una prospettiva di sussidiarietà circolare che sostiene reti e innovazione per il benessere della comunità.

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