Oggi non è più sufficiente promuovere l’interesse generale della comunità. La cooperazione sociale deve andare oltre il mandato istituzionale di mutuare e integrare la finalità pubblica per essere sempre più per e con la comunità. Ma non può farlo da sola. Non sarebbe più cooperazione altrimenti. Cooperazione non è semplicemente collaborazione. È operare insieme secondo un fine comune e condiviso. Allora cooperazione o è “insieme”, o non è.

Base sociale

Nel 2017 la Cooperativa ha potuto contare su 247 soci, tra essi 96 maschi (39%) e 151 femmine (61%).

34 soci sono lavoratori svantaggiati.

Rispetto al 2016 la Cooperativa ha visto l’ingresso di 13 nuovi soci.

Personale dipendente

I dipendenti della Cooperativa hanno raggiunto nel 2017 l’importante cifra di 315 lavoratori.
Tra essi 99 maschi e 216 femmine.
Il 76% dei dipendenti risulta assunto con contratto a tempo indeterminato.

Rispetto al 2016 il personale è aumentato di 42 unità.

Anche in questo caso viene garantito un forte legame con il tessuto sociale con più del 75% dei dipendenti residenti a Ravenna e provincia.

I lavoratori svantaggiati

Nel 2017 hanno trovato occupazione in cooperativa
75 lavoratori svantaggiati,
di cui 41 maschi e 34 femmine.

Tra essi 17 presentano disabilità fisiche,
20 sono persone in condizioni di fragilità,
31 rientrano nella sfera delle disabilità psichiche e sensoriali
mentre 7 provengono dall’area delle dipendenze patologiche.

Contabilità sociale

Valore della produzione

Risultato netto d’esercizio

Mappa degli stakeholders

Gli utenti raggiunti dai servizi di san vitale

387

Gli utenti raggiunti dei centri socio occupazionali

84

Il modello del supported employment

Attraverso la collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Ravenna è stato definito e implementato un modello di supported employment (lavoro supportato) innovativo ed efficace basato sull’utilizzo di metodologie evidence-based.

A fronte di 45 percorsi formativi attivati tra il 2014 e il 2017

il 33% esitato in assunzioni a tempo indeterminato

e il 22% a tempo determinato per un totale di:

25 assunzioni

31% transizione in altri progetti

13% transizione in imprese for profit.

Settori occupazionali:

40% custodia e pulizia,

24% igiene ambientale,

28% agricoltura e giardinaggio,

8% ristorazione.

I nostri lavoratori

La consapevolezza

“Dieci anni fa ero in crisi con me stesso, con il mondo. Oggi sono una persona che ha raggiunto una certa maturità intellettuale, ho preso consapevolezza di ciò che sono, grazie all’aiuto di persone brave che mi hanno aiutato un casino.”

ENRICO

L’impatto sulla comunità

Il valore economico degli inserimenti lavorativi

L’impatto degli inserimenti lavorativi non riguarda unicamente i singoli individui e i familiari; ha infatti ricadute significative sulla comunità. Attraverso un’indagine costi-risparmi riguardante 19 inserimenti lavorativi all’interno della Cooperativa San Vitale è stato dimostrato quanto valore viene generato rispetto a ogni euro investito negli inserimenti.

input

€ 185.909

Cooperativa San Vitale

€ 167.485

di cui reddito ai lavoratori

€ 18.424

di cui altri costi aziendali

output

€ 301.264

Costi assistenziali a carico dei servizi sociali e sanitari della comunità in assenza di inserimento lavorativo

€ 237.424

di cui assenza di borse lavoro e sostegno educativo

€ 63.840

di cui assenza indennità INPS

Valore totale generato

Partendo da questi dati è stato possibile stimare che per ogni 1€ investito dalla Cooperativa San Vitale negli inserimenti lavorativi il valore generato per il territorio sia di 1,60€.

Obiettivi Futuri: nel cuore della comunità

Il percorso delineato nella stesura di questo lavoro ci conduce, come anticipato in premessa, nel cuore della comunità.
In quello che si sta definendo ormai come il Nuovo Welfare, che propone il superamento di un sistema di welfare state di natura pubblica con visione stato-centrica in cui le politiche sociali corrispondono, in una logica top down, ai servizi erogati, ci piace pensarci come laboratorio di innovazione sociale, fucina di nuove progettualità che partono dal basso e si sviluppano nei territori con nuove forme di partnership e collaborazioni.
Mettere la persona al centro significa uscire dalla logica di standardizzazione dei servizi per avviare processi di personalizzazione “artigianale” delle risposte ai bisogni della comunità.
Significa tagliare e cucire su misura gli interventi sui bisogni ma anche sulle preferenze di ogni singola persona. Significa avviare processi di co-produzione dei servizi, concependo gli utenti come beneficiari attivi, coinvolti nel processo di progettazione dei servizi che li riguardano.
Questo tipo di approccio favorisce la coesione e amplia la capacità generativa dei territori.
Nel sistema complesso orientato alla produzione di benessere, la visione non può che essere multistakeholder.
Nessuno ce la fa da solo.

Sin dalla sua nascita San Vitale ha fatto del dialogo con il territorio la cifra della sua identità.
Abitare i luoghi della comunità promuovendo l’accesso ai diritti di cittadinanza anche per i più deboli a rischio di esclusione ed emarginazione. San Vitale è nella città e spesso rappresenta l’avamposto anche per chi giunge da lontano, con i suoi servizi di accoglienza, le proposte per la mobilità, i parcheggi, i luoghi di aggregazione e di promozione della cultura (Libridine).
L’obiettivo di oggi è di ampliare ulteriormente la rete avviando partnership Pubblico-Privato-Non Profit per affrontare insieme a nuovi attori le sfide giudicate prioritarie per il territorio, attraverso un’ibridazione delle risposte possibili grazie a competenze e risorse differenti.
Promuovere il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone: questi gli asset che ci stanno orientando nella nuova progettazione dei servizi educativi e di inserimento lavorativo.
Co-progettando con associazioni, enti locali, servizi sanitari, imprese for profit, aziende agricole, istituti di credito e fondazioni.
Per i bimbi, per le persone con autismo e disabilità, per chi ha bisogno di un lavoro per riprendere il progetto della propria vita. Agricoltura, turismo esperienziale, progetti per riqualificare i nostri territori.
Protagonisti assieme ad attori diversi per identità, interessi, ambiti di intervento: patrimonio unico e senza tempo di questa comunità.

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